Chiara Galli - Guida Turistica della Provincia di Sondrio

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Piccoli, grandi paesi

Un sodalizio che unisce il vino alla città e al suo territorio
Morbegno in cantina: vino e cultura in Valtellina
Ad Ottobre, nella valle dell'Adda, si incontrano e si fondono in un bellissimo paesaggio, una deliziosa cittadina, con i suoi tesori e le sue testimonianze storiche, ed i prestigiosi vini D.O.C. e D.O.C.G.

 

Ormai consolidata nel calendario delle manifestazioni enogastronomiche valtellinesi, Morbegno in cantina (svoltasi per la decima volta tra le mura delle più antiche ed ora prestigiose cantine del centro storico), rappresenta un'ineguagliabile evento attraverso il quale è possibile riscoprire le tracce della nostra identità culturale; un'identità che, in un contesto internazionale dominato da produzioni sempre più standardizzate ed impersonali, costituisce oggi una risorsa di grande valore, imprescindibile dai nostri vini.
La manifestazione è stata ampiamente distribuita sul territorio, divisa in tre percorsi nei primi due fine settimana di ottobre. La scelta di estenderla ai comuni vicini ha finalmente chiarito le intenzioni dei promotori di dare spazio a tutti i sapori dei vini e delle specialità alimentari del circondario.
La visita delle cantine si pone, con evidenza sempre maggiore, al centro di un processo di valorizzazione del patrimonio rurale e al servizio di produttori determinati a difendere con le fatiche necessarie la tipicità, la qualità ed il gusto consentendo così ai visitatori di riconoscersi e di riappropriarsi delle loro più autentiche radici culturali.
Il vino, si sa, è una bevanda ricchissima di storia, di tradizione, ma ugualmente e giustamente soggetta a continue sperimentazioni e dunque in perenne evoluzione: conoscerlo rappresenta un momento emozionante perché basta una piccola nota di sapore, di profumo o di colore per risvegliare nella mente del consumatore un ricordo ormai sbiadito e riportarlo ai perduti splendori e allora sì che un passo importante è compiuto: la riscoperta della cultura materiale ed il risveglio di gusto e olfatto, sensi ormai intorpiditi dai sapori corrotti dalla massificazione dilagante, sono assicurati e può partire la ricerca del prodotto più rispondente al ricordo di ciascuno.
Dietro a un bicchiere di vino ci sono senso di appartenenza, amore per la propria terra, tradizione, convivialità, ricerca, esplorazione, conoscenza e scambio culturale. Sembrano affermazioni di facciata, ma sono concrete fondamenta che possono conciliare le aspettative del consumatore e gli sforzi dei produttori. Si tratta di un passo indispensabile alla sopravvivenza ed allo sviluppo della viticoltura ai nostri giorni. Non basta che il produttore compia i propri passi con caparbietà, abilità, competenza e correttezza e che il consumatore riconosca nel prodotto i sapori del proprio passato, ma bisogna lanciare ponti stabili, affidabili tra gli uni e gli altri che completino ed integrino quanto manca a ciascuna delle due categorie per intendersi e per una duratura sinergia nello sviluppo economico e comerciale.
Qui entra in gioco il ruolo che hanno abilmente interpretato i sommelier della delegazione A.I.S. di Sondrio che, sotto la direzione del sommelier Natale Contini, vice Direttore di AIS Lombardia News, sono stati impegnati nella gestione delle degustazioni che hanno caratterizzato questa nota rassegna enologica.
Nel microclima magicamente controllato dalla profondità nel sottosuolo, nella quale maturano i sapori raffinati ed esclusivi di molte bottiglie, sono stati somministrati ai fortunati visitatori fluidi assaggi di aromi con mille sfumature diverse.
I sommelier in servizio si sono dimostrati dei veri comunicatori del vino e del territorio in cui viene prodotto, illustrando sia i processi di vinificazione ed imbottigliamento che le caratteristiche organolettiche, in maniera più o meno dettagliata, a seconda dell'interesse manifestato dagli avventori che si sono susseguiti nel corso della manifestazione. Non si sono limitati a trasmettere le nozioni apprese nel corso della loro formazione, ma, usando una terminologia semplice e diretta, si sono prodigati per mettere il destinatario a suo agio, nella condizione di capire bene ciò che gli veniva spiegato e per fornirgli strumenti validi per muoversi nella vasta gamma delle proposte commerciali. La grande affluenza di visitatori ha costretto tutti a sforzi non indifferenti ampiamente ripagati però dalla soddisfazione per la riuscita della rassegna.
Il valore culturale di questo evento si è meravigliosamente collegato all'apertura di palazzi storici come quelli dei Parravicini e dei Massironi e di altre importanti tracce della storia locale come la Chiesa di Sant'Ignazio di Lojola e l'avello sepolcrale a Traona che rappresentano una significativa testimonianza dell'arte del passato della vallata.
Fra tutti ha primeggiato il Salone d'Onore del settecentesco Palazzo Malacrida, affrescato nel 1761 da Cesare Ligari, decorato da prospettive architettoniche e trompe l'oeil, che, per l'occasione, è rimasto aperto fino a tardi.
Morbegno in cantina è sicuramente un'iniziativa da mantenere viva per ampliare e consolidare la conoscenza delle specialità enologiche e alimentari della zona ma anche da estendere ulteriormente a tutte le cittadine e i paesi della Valtellina in modo che la diversificazione delle offerte possa coinvolgere un numero crescente di estimatori.

 

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