Chiara Galli - Guida Turistica della Provincia di Sondrio

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Piccoli, grandi paesi

Artigiani in piazza a Grosio
Alla (ri)scoperta del lavoro artigianale e della vita contadina di un tempo. Rassegna di cestai, calzolai, scultori di pietra ollare, intagliatori del legno, ricamatrici…

7 agosto 2005

Artigianato: nome comune di cosa contenente la parola “arte”; essa si concretizza in svariate tipologie di oggetti (sia di uso agricolo che domestico) realizzati lavorando diversi tipi di materiali quali il legno, il cuoio, la pietra, la stoffa come ampiamente dimostrato domenica 7 agosto in quel di Grosio.
Presenti all'appello un gran numero di espositori che hanno movimentato le vie del centro storico, testimoniando quanto l 'artigianato tipico della nostra valle affondi le sue radici nella civiltà contadina delle Alpi.
Lo stile di vita dei montanari implicava per ciascuno di essere al tempo stesso agricoltore, allevatore ed, in caso di necessità, anche artigiano, dato che i mercati cittadini erano distanti ed i prezzi alti in rapporto alle limitate disponibilità finanziarie.
Da qui la necessità di produrre direttamente a casa propria, per quanto possibile, gli attrezzi necessari per il lavoro agricolo e l'uso domestico.

Innumerevoli generazioni hanno così elaborato, attraverso i secoli, tecniche diverse per sfruttare, sia le materie prime che la natura offriva in quantità abbondante (mi riferisco ovviamente a legno e pietra ollare), che alcuni prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento come la canapa, il lino, la lana ed il cuoio. Di questa importante attività rimane qualche traccia nella produzione di alcuni oggetti ancora richiesti da chi ne apprezza il valore. Alcuni artigiani locali fabbricano con metodi tradizionali rastrelli in legno e rastrelletti per raccogliere le castagne. Una tecnica particolare viene utilizzata per ottenere cesti e gerle come illustrato nell'immagine qui a fianco.

Poco più avanti incontriamo uno scultore di pietra ollare; una roccia omogenea e compatta di colore verde, nota agli abitanti delle Alpi sin dal periodo neolitico per la caratteristica di poter essere facilmente lavorata. Presente soprattutto in Valmalenco e Valchiavenna, ha rivestito per secoli una certa importanza per la fabbricazione di pentole (lavec) e recipienti vari. Nata come attività complementare nella pausa dei lavori agricoli, la scultura della pietra ollare si è gradualmente evoluta e perfezionata: oggigiorno, intagliata o scolpita, viene utilizzata per la creazione di sculture, soprammobili, piatti, ciotole, scatole ecc.


Giriamo lo sguardo ed incontriamo la bancarella di Ezio Cossi. Sulla targhetta del suo espositore troviamo scritto: scultore di oggetti in pietra.
Questa volta la materia prima utilizzata non è così pregiata come quella appena descritta: si tratta semplicemente di pietre di fiume, ma i risultati sono sorprendenti. Questo artista riesce a ricavare da sassi, dalla forma apparentemente insignificante, sculture di rara bellezza come la splendida tartaruga dal corpo appena abbozzato o il rustico scarpone dalla foggia imponente.


Poco più in là fanno bella mostra i (capo)lavori di Maddalena Franzini: dalla rudezza della pietra alla raffinetezza del lavoro all'uncinetto. Contrasto solo apparente: a ben guardare, in realtà, i candidi ricami ben si amalgamano con i toni scuri dei sassi di fiume.

Arricchiscono questo banchetto delle bambole sapientemente agghindate con il costume tipico grosino, sia nella pittoresca versione femminile che in quella maschile.


All'imbocco di via San Giorgio si trova il gruppo di massaie più vivace di tutta la manifestazione, capeggiate, in prima persona dall'abilità della signora “ Giuanina ” che, come dice il cartello affisso proprio alle loro spalle, “ fa i pizzocher più bon de tuta la Valtellina ”.
Qui è esposta una gamma completa di prodotti tipici valtellinesi come la farina per i pizzoccheri, la “ cupeta” , la famosa “ pesteda” , condimento aromatico per carni, o “ l'unguent de ra?a e buter” , utilizzato anticamente dai grosini come disinfettante.


Una corte aperta, chiamata per l'occasione “ La corte del gusto ” ospita svariate leccornie come il miele del Consorzio apistico della Provincia di Sondrio , gli squisiti formaggi d'alpe dell' Azienda Agricola I Gemelli della Valfurva e l'aromatica vivacità dell' Amaro Braulio .

Concludo in bellezza lasciandovi ammirare la finezza con la quale il Signor Pierino Franzini , professione pensionato, ha realizzato nel tempo libero, un paio di calzature tipiche grosine: “ i sciupei ”.

Un riflessione personale sull'artigianato: sono sempre stata dell'opinione che il nostro paese non avrebbe mai dovuto aprirsi all'industrializzazione di massa. I nostri artigiani non riescono ad esprimere le proprie capacità nella massificazione della produzione avendo un'innata sensibilità nella ricerca del dettaglio e del miglioramento basato sull'esperienza e sull'osservazione. Proprio per questo motivo i lavori degli artigiani italiani erano ricercati da persone di tutto il mondo a partire dai massoni medievali fino ai restauratori di opere d'arte. Purtroppo la società si evolve e cambia con ritmi e su binari che non corrispondono alle esigenze del singolo individuo così, un po' per le leggi del libero mercato, un po' per la superficialità, oggi l'artigiano è in via d'estinzione. E non sembra nemmeno che qualcuno se ne accorga.

Chiara Galli

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