30 luglio 2005
Una serie di bancarelle popolari, sui quali fanno bella mostra oggetti di artigianato di ogni genere, si snodano lungo la via Patrioti, trovano rifugio presso corti, piazzette e fontane…
Partecipare alla manifestazione “ Corti aperte ” è un modo diverso di viaggiare nel tempo, di provare sensazioni ormai affievolite (dall'incessante corsa al nuovo e al moderno) e di cogliere inaspettati approcci con pietanze antiche.
Pizzi, trini, merletti, coperte all'uncinetto, sapientemente confezionati con filati naturali dalle mani delle nostre operose nonne, fanno bella mostra in un locale di casa Robustelli Della Cuna.
Sbirciare quelle meraviglie è come tuffarsi in mondo lontano, fatto di corredi da sposa, di abitini da battesimo, di biancheria per la casa realizzati con ricami antichi, sfilature e orli a giorno.
Il viaggio continua grazie ai racconti delle ricamatrici del Gruppo Anziani che, prendendo spunto dai preziosi manufatti esposti, narrano, a chi ha voglia di ascoltare, le tappe fondamentali della loro vita: una cuffietta a filet indossata dal primogenito durante la celebrazione del primo sacramento, deliziose lenzuola ricamate ad intaglio utilizzate per abbellire la camera da letto nei primi anni di matrimonio…
In cestini di vimini vengono offerti agli avventori gustosi dolcetti casalinghi: sapori semplici basati sulla malgama di pochi prodotti ma elaborati con cura e fantasia.
La memoria storica di queste donne, forse inconsapevolmente, contribuisce a ricostruire i rapporti fra le generazioni: la cultura tessile veniva infatti tramandata sia di madre in figlia che all'interno della famiglia “allargata” composta dalle zie di casa che, una volta, aiutavano amichevolmente sia nello svolgimento dei lavori domestici che nell'arduo compito di allevare i figli.
Proseguendo troviamo piccoli capolavori in legno e sasso: sono le baite in miniatura di Caspani Pierantonio che, curate nei minimi dettagli e realizzate esclusivamente con materiale del posto, incantano lo spettatore con il loro crudo realismo.
Altro utilizzo del legno, altro genere di lavorazione, ma di egule effetto scenografico, sono i raffinatissimi cestini di stelle alpine dove i fiori di legno si ergono esili da un letto di muschio.
Entrambi i prodotti meritano a pieno titolo l'appellativo di artigianato artistico.
Un posto di rilievo, all'interno di questa felice manifestazione, occupano i diversi espositori di prodotti enogastronomici.
Tra questi spicca la bancarella allestita Anna Ghilotti con i suoi squisiti dolcetti da forno, resi speciali dalla una farina genuina, sana, naturale, appena macinata presso il Mulino Osmetti, che ella stessa conduce con passione.
Bella e degna di nota l'iniziativa proposta dal Panificio Tognoli: a scuola di panetteria. Rigorosamente a piccoli gruppi, viste le ridotte dimensioni del laboratorio, si può assistere alla produzione del pane di segale: dalla mescita della farina al forno, fino alla degustazione del prodotto finito.
E poi banchi d'assaggio con salumi, affettati e formaggi, accompagnati da un buon bicchiere di vino.
Presenti all'appello la Casa Vinicola Conti Sertoli Salis, il Consorzio Vino Maroggia e l'Istituto Fojanini che hanno offerto generosamente i rossi valtellinesi di diverse annate.
Gli appassionati hanno avuto anche la possibilità di vedere da vicino l'imponente torchio a leva settecentesco, recentemente restaurato dal Comune di Grosotto.
Prima di concludere questo excursus enogastronomico è d'obbligo almeno una citazione al divertente laboratorio diretto da Giulio Massa nel quale bambini e adulti si improvvisano casari.
Ultimo, ma non per importanza, il pittoresco "banchet" di casa Patelli che riunisce sapientemente gastronomia, artigianto e folklore: qui si possono degustare prodotti tipici, ammirare i bei costumi della tradizione valtellinese indossati, per l'occasione, da tutta la famiglia e svariati esemplari di attrezzi agricoli e da cucina.
Chiara Galli
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