Chiara Galli - Guida Turistica della Provincia di Sondrio

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Piccoli, grandi paesi

La fontana lavatoio

 

Excursus storico: origine del nome

Grosio
La Villa Visconti Venosta
La Chiesa di San Giorgio
I castelli e le incisioni
Il costume tipico
La cucina: specialità uniche
L'artigianato

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La parola fontana nell'antichità indicava la sorgente stessa. Le prime fontane erano orfizi rupestri (polla) attraverso i quali l'acqua scaturiva dalla terra. L'acqua della polla che sgorgava pura e fresca appariva come un sacro dono per tutte le società primitive. L'acqua era manifestazione viva e forte di una potenza divina .
Gli antichi attribuivano espressioni plastiche all'acqua, raffigurandola come uscente da bestie, per esprimere la forza naturale, violenta e provvida. Tali rappresentazioni erano e sono ben visibili sulle canne di alcune fontane che gettavano acqua dalla bocca di leoni, serpi o draghi, tutti animali aggressivi, ruggenti o divini.

 

Fontana lavatoio di via Roveschiera (1544): tre agili colonne sostengono un alto tetto piramidale sormontato da una banderuola segnavento con la data 1695. Essa è composta da una vasca superiore e da una inferiore; l'acqua fuoriesce dalla prima attraverso una bocca drago scolpita nella pietra. Nella parte superiore, dove l'acqua era pulita, stavano le donne che lavavano la biancheria delle famiglie più facoltose, più sotto le altre che avevano il permesso di spostarsi nella parte superiore solo per sciaquare. In fondo era il posto delle bambine.



Oltre ai panni, presso la fontana si pulivano la verdura, i paioli di rame (che venivano lucidati con un miscuglio di farina gialla, sale e aceto) e ogni sorta di utensili casalinghi. Il lavoro del lavatoio, anche se faticoso, risultava piacevole e permetteva alle donne di parlare di tanti problemi quotidiani: dei figli, dei mariti, della salute, dell'economia familiare...
Ciò che oggi è affidato al telefono una volta, in modo più economico era svolto alla fontana e qui si trascorrevano le ore "unendo l'utile al dilettevole", tanto che ancora oggi è d'uso definire le donne che chiacchierano animatamente delle "lavandaie".


Due volte al giorno, la mattina di buon ora e la sera, al tramonto, la fontana era riservata all'abbeverata di mucche e cavalli. Gli animali, lentamente a grosse sorsate svuotavano la vasca della fontana mentre i proprietari degli stessi, appoggiati ai loro bastoni, aspettavano pazientemente raccontandosi "cose da uomini". Non a tutti però toccava questo compito perchè nelle case a ridosso della montagna era molto frequente il caso che una sorgente fornisse direttamente la stalla e le famiglie che in quel caso dovevano privarsi del "dilettevole" e delle "cose da uomini".



Altre fontane storiche arredano il paese come la Fontana lavatoio dei quattro cannoni (1630), la Fontana lavatoio di via Patrioti ed altre ancora di recente costruzione con gusto e risorse moto diversificati, ma sempre improntate da tracce temporali della loro costruzine (milesum).

Indicazioni bibliografiche: Grosio e le sue fontane. A cura dell'Istituto Comprensivo di Grosio. Ed. SO.LA.RE.S. Bormio (2004)


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